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Martedì, 04 Settembre 2018 14:47

Fabrizio Tridenti

Rita Marcangelo Interview Fabrizio Tridenti.

Martedì, 04 Settembre 2018 14:32

Graziano Barzetti

AGC Associazione Gioiello Contemporaneo - Studio Aperto 2010 - Padova - Graziano Barzetti.

Martedì, 04 Settembre 2018 10:35

Geometrie Variabili

The first exhibition will be dedicatd to Graziano Visintin, an Italian artist who has worked mainly on the revision or distortion of geometic structures through reference to mathematical rules that apply to forms and their mutual relations.

Video by Alternatives Galley

Sabato, 11 Agosto 2018 17:58

Margherita Marchioni

Margherita Marchioni - Italia

Concettuale - Quotidiano | Conceptual - Everyday

Margherita Marchioni esplora il potenziale creativo degli oggetti di consumo. La sua ricerca si fonda sulla reinterpretazione della funzione originaria, in una nuova e alternativa, creando in questo modo un oggetto dai connotati completamente diversi. Esteticamente, le opere si presentano con la ripetizione di elementi modulari, che vanno ad assemblare il pezzo in un continuo potenzialmente infinito. Marchioni decontestualizza gli oggetti, siano essi bottiglie di plastica, medicinali, matite o vasetti dello yogurt, inserendoli in una dimensione completamente nuova, tale da modificare profondamente la loro percezione fisica. La mancanza di preziosità del materiale stesso è compensata da una preziosità che viene dal tempo necessario per raccogliere, immagazzinare, catalogare e quindi ideare un processo di metamorfosi. Da questa ricerca, nessun'oggetto è escluso. Tutto è potenzialmente alla portata di questa creatività infinita.

Margherita Marchioni explores the creative potential of consumer items. Her research is based on the reinterpretation of the original function, in one that is new and alternative, thus creating an object with completely different connotations. Aesthetically, the works present the repetition of modular elements, which go to form the piece in a potentially endless continuous flow. Marchioni de-contextualizes objects, whether plastic bottles, medicines, pencils or yoghurt tubs, inserting them in a completely new dimension, so as to profoundly change their physical perception. The lack of preciousness of the material is compensated by a preciousness that comes from the time necessary to collect, store, label and then create a process of metamorphosis. No object is ruled out from this research. Any object is potentially within the realm of this infinite creativity.

Sabato, 11 Agosto 2018 17:54

Claudia Hoppe

Claudia Hoppe - Germania

Design - Ricerca Formale | Design - Formal Research

I bracciali di Claudia Hoppe potrebbero essere definiti "architetture per il braccio". La sua ricerca si è concentrata prevalentemente su questa tipologia di gioiello, fin da quando si è laureata nel 2002 presso l'Università di Scienze Applicate di Düsseldorf e alla Escola Massana di Barcellona. Hoppe combina le tecniche orafe tradizionali, le ultime tecnologie e i fondamenti del design, per creare pezzi minimalisti in argento, oro e acciaio. A volte modifica queste strutture aggiungendo colori brillanti che alterano la percezione visiva dell'oggetto. Le sue opere sono prevalentemente geometriche, di chiara ispirazione architettonica, dove le linee e le curve del metallo seguono l'andamento del corpo, diventando così un tutt'uno con chi le indossa.

Claudia Hoppe's bangles could quite easily be defined “arm architectures”. Her research has mainly focused on this type of jewelry since she graduated in 2002 from the University of Applied Sciences in Düsseldorf and the Escola Massana in Barcelona. Hoppe combines traditional goldsmithing techniques, the latest technologies and the basics of design, to create minimalist pieces in silver, gold and steel. Sometimes she changes these structures by adding bright colors that alter the visual perception of the object. Her works are mainly geometric and are clearly inspired by architecture. The lines and curves of the metal follow those of the body, thus becoming one with the wearer.

Sabato, 11 Agosto 2018 17:51

Nahoko Fujimoto

Fujimoto - Giappone

Ricerca Estetica | Aesthetic Research

Nahoko Fujimoto ama giocare con la metamorfosi. Realizza gioielli dalle forme bidimensionali che si trasformano in sculture tridimensionali per il corpo. I sui pezzi possono essere indossati sia chiusi che aperti, rivelando la loro più intima bellezza proprio nell’atto delle trasformazione. Il suo legame con la scultura ha radici lontane, fortemente influenzate dal fascino che ha suscitato in lei, l’uso della carta secondo le regole del Tanabata, evento tradizionale giapponese. La sua ricerca la conduce a riprodurre quelle sensazioni, quei ricordi di un infanzia fatta di gioco e manipolazione di carte pregiate, nel tentativo di evocare una bellezza raffinata ed eterea che riempia lo spazio circostante. Le sue opere hanno il dono di accompagnarci in quel sublime mondo della cultura giapponese, fatta di naturale equilibrio tra tecnica ed estetica.

Nahoko Fujimoto enjoys playing with metamorphosis. She creates jewellery with two-dimensional shapes that are transformed into three-dimensional sculptures for the body. Her pieces can be worn both closed and open, revealing their most intimate beauty in the very act of transformation. Her bond with sculpture has distant roots, strongly influenced by the fascination for the use of paper according to the rules of the Tanabata festival, a traditional Japanese event. Her research leads her to reproduce those sensations, those memories of a childhood made up of playing with and manipulating precious paper, in an attempt to evoke a refined and ethereal beauty that fills the surrounding space. Her works have the gift of accompanying us in the sublime world of Japanese culture, made up of a natural balance between technique and aesthetics.

Sabato, 11 Agosto 2018 17:47

Yoko Takirai - Pietro Pellitteri

Yoko Takirai / Pietro Pellitteri - Giappone / Italia

Design - Ricerca Formale | Design - Formal Research

I gioielli di Yoko Takirai e Pietro Pellitteri uniscono la cultura giapponese a quella italiana. Il primo porta con sé la sensibilità per forme essenziali, lineari e semplici mentre il secondo aggiunge la sapienza della tradizione orafa italiana. La cura del particolare, tipica del fare giapponese, esalta e valorizza la concezione di un gioiello contemporaneo dai forti connotati di design. I loro gioielli sono il risultato di una costruzione concettuale di elementi intorno al corpo, volta a definire spazi enigmatici e inaspettati. Tipico della cultura giapponese, il continuo gioco tra vuoto e pieno, assenza e presenza, forza e delicatezza. Il risultato finale della loro ricerca è dunque un gioiello armonioso, coerente e carico di culture millenarie.

The jewellery made by Yoko Takirai and Pietro Pellitteri combines both the Japanese and Italian cultures. The first brings with it the sensitivity of essential, linear and simple forms, whilst the latter adds the knowhow and of the Italian goldsmith tradition. The attention to detail, typical of the Japanese making process, enhances and gives value to the concept of contemporary jewellery with strong design connotations. Their pieces are the result of a conceptual construction of elements around the body, aimed at defining enigmatic and unexpected spaces. Typical of Japanese culture is the continuous play between empty and full spaces, absence and presence, strength and delicacy. The final result of their research is therefore jewellery that is harmonious, coherent and loaded with ancient cultures.

Sabato, 11 Agosto 2018 17:42

Marion Delarue

Marion Delarue

Concettuale - Formale | Conceptual - Formal

La ricerca condotta da Marion Delarue sul concetto di imitazione e contraffazione, l'ha portata a creare un gruppo di opere chiamate "False Agate". Lo scopo è quello di ricreare sezioni trasversali di questa pietra semi-preziosa, aggiungendo elementi specifici mancanti in natura. L'artista è quindi in grado di produrre alcune forme geometriche e motivi che sono assenti nella pietra naturale. L'associazione tra porcellana e vetro si è rivelata una soluzione congeniale per realizzare questo progetto, poiché consente di ricreare agate, imitandone il processo naturale di formazione. Viene messa in atto una lunga procedura, durante la quale la porcellana conferisce quella stabilità necessaria a fissare il disegno desiderato e l'incompatibilità con il vetro genera crepe del tutto simili al quarzo naturale. Dunque questa nuova alchimia consente di ottenere una similitudine all'elemento naturale, pur mantenendo un carattere artificiale.

The research conducted by Marion Delarue on the concept of imitation and counterfeiting led her to create a group of works called "False Agates". The aim is to recreate cross sections of this semi-precious stone, adding specific elements that are absent in nature. The artist is therefore able to produce some geometric shapes and patterns that are absent in the natural stone. The association between porcelain and glass has proved to be a congenial solution to carry out this project, since it allows the artist to recreate agates, imitating the natural formation process. A long procedure is put in place, during which the porcelain gives the stability necessary to fix the desired design and the incompatibility with the glass generates cracks similar to natural quartz. So this new alchemy makes it possible to obtain a similarity to the natural element, while maintaining an artificial character.

Sabato, 11 Agosto 2018 17:39

Maria Cristina Bellucci

Maria Cristina Bellucci - Italia

Design - Ricerca Formale | Design - Formal Research

I materiali sono un importante punto di partenza nel processo creativo di Maria Cristina Bellucci. Ne è affascinata, e questa attrazione, come tutte le passioni, la porta ad un approccio irrazionale ed emotivo. Preferisce interagire con il materiale istintivamente, senza premeditazione, cercando un risultato inaspettato. La ricerca di sempre nuove composizioni pittoriche delle superfici, create dall’impiego di matite, è il punto focale dei suoi ultimi lavori. Modificando la finalità di questi oggetti comuni, ne riscrive il loro utilizzo. Da oggetti che producono un segno, ad elementi che costituiscono una nuova materia in grado di dare forma a gioielli di rara bellezza.

Materials are an important starting point in Maria Cristina Bellucci's creative process. She is fascinated by them, resulting in an approach that is irrational and emotional. She prefers to interact with the material instinctively, without premeditation, in search of an unexpected result. The search for new pictorial compositions of the surfaces, created by the use of pencils, is the focal point of her latest research. By changing the purpose of these common objects, she rewrites their use. From instruments that produce a sign, to elements that make up a new material, capable of giving shape to jewellery of rare beauty

Sabato, 11 Agosto 2018 17:35

Mario Albrecht

Mario Albrecht - Germania

Concettuale - Quotidiano | Conceptual - Everyday

Mario Albrecht ha iniziato a creare gioielli riciclando buste e fogli di polietilene dopo la laurea presso l'Accademia di design e artigianato di Monaco. È affascinato da un materiale sempre presente nella nostra vita quotidiana e che diventa rifiuto molto rapidamente. Lo trasforma, da elemento apparentemente senza valore, in bellissimi oggetti da indossare, tentando di renderlo irriconoscibile così da celare e non rivelare immediatamente la sua stessa origine. I suoi pezzi multistrato e complessi simulano il Mokume Gane o il Damasco, sia dal punto di vista estetico che da quello tecnico. L'artista cerca di "collaborare" con il materiale in modo da includere le sue caratteristiche intrinseche nel processo di progettazione, permettendo al materiale di liberarsi dai limiti inizialmente imposti dalla sua disposizione geometrica.

Mario Albrecht started creating jewelry by recycling used polyethylene plastic bags and foils after graduating from the Munich Academy of Design and Crafts. He is fascinated by a material that is constantly present in our daily lives and that becomes waste very quickly. He transforms it, from an apparently worthless element into beautiful objects to wear, trying to make it unrecognizable, so as to conceal and not immediately reveal its origin. His multi-layered and complex pieces simulate Mokume Gane or Damascus, both from an aesthetic and technical point of view. The artist tries to "collaborate" with the material in order to include its intrinsic characteristics in the design process, allowing the material to free itself from the limits initially imposed by his geometric arrangement.